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INTERVISTA CON RENATE FAHRNI

CACCIA NELLE MONTAGNE SVIZZERE

Tempo di lettura: 4 minuti

Nella nostra intervista, la cacciatrice svizzera Renate Fahrni ci spiega cosa significa per lei la caccia e quale ruolo giocano la tradizione e la sostenibilità nella caccia sulle montagne svizzere.

COME RIESCE A COMBINARE LA SUA PASSIONE PER LA CACCIA CON IL SUO LAVORO DI INFERMIERA?

In ogni aspetto della mia vita, cerco di fare solo le cose in cui credo veramente, e questo mi permette di fare molte cose con passione. La natura e la caccia sono un buon equilibrio per il mio lavoro. Sono una fonte di energia, mi aiutano a staccare la spina e mi fanno vivere esperienze. Questa è la mia vita e ne traggo forza ed energia. Non è un hobby. È una passione, un mestiere.

Mi trovo faccia a faccia con la morte sia nel mio lavoro che nella caccia. Sono molto consapevole di questo, ma non trovo che fare l’infermiera sia in contraddizione con la caccia. Morire fa semplicemente parte della vita; e anche il mio lavoro non è solo salvare e curare. Ci sono numerosi momenti in cui noi esseri umani siamo impotenti. Sappiamo che qualcuno sta per morire e cerchiamo di sostenerlo al meglio finché non arriva il momento. Sono coinvolta direttamente in questioni di vita e di morte. La morte di un animale fa semplicemente parte della caccia.

Renate Fahrni walking with her dog in the mountains in the snow, SWAROVSKI OPTIK CLOSER Hunting 2023 Huntress walking in the snow with the SWAROVSKI OPTIK Z8i 1,7-13,3x42

POTREBBE DESCRIVERE LA SUA PRIMA ESPERIENZA DI CACCIA?

Ho provato una strana sensazione. Ero già uscita a caccia con mio padre. Era molto emozionante e ho fatto tante esperienze, ma non ero ancora responsabile delle mie azioni. La mia prima vera caccia è stata in Alsazia e sapevo esattamente a quale capriolo volevo sparare. Tuttavia, all’appostamento sopraelevato, iniziai ad avere i primi dubbi. Non sapevo come posizionare correttamente il fucile sulla ringhiera e anche lo zaino mi era d’intralcio. Pensavo: “Accidenti, sono davvero in grado di farlo?”.

Non riuscivo a rispondere a questa domanda. In quel momento, comparvero altri animali e la tensione nervosa si intensificò: “Voglio davvero prendere questo animale o è meglio aspettare?” All’improvviso, ci si sente responsabili di ogni azione e spetta a noi decidere se quell’animale può vivere o morire. Il capriolo che avevo scelto finalmente apparve. Sparai, ma invece di cadere a terra, il capriolo continuò ad avanzare. Pensai: “Oh, no, l’ho mancato. Bene, e adesso cosa faccio?”. Così telefonai a mio padre e gli dissi che doveva venire subito. Lo trovò piuttosto divertente. Cacciava da così tanto tempo che, ovviamente, sapeva cosa era successo.

Il capriolo si trovava in realtà a 50 metri di distanza. Fu un ottimo colpo e tutto andò per il meglio. Sono queste le esperienze che nessuno vi racconta prima della vostra prima sortita di caccia.

COSA SIGNIFICA SOSTENIBILITÀ PER LEI E PER IL SUO CONSUMO DI CARNE?

Sostenibilità è una parola grossa. Ci sono tante cose che potremmo fare, ma se guardiamo al nostro stile di vita, spesso troviamo molte aree in cui imbrogliamo. Ma per quanto riguarda il consumo di carne, ritengo che il mio sia sostenibile. Il 99% è carne che ho cacciato io stessa e posso tranquillamente fare a meno del resto. Cerco inoltre di utilizzare per quanto possibile tutto l’animale. Non mangio carne tutti i giorni, ma quando lo faccio voglio della buona selvaggina.

La caccia incoraggia un consumo molto più consapevole, perché si è coinvolti in ogni fase del processo. So da dove proviene l’animale e so anche che qualcuno ha dovuto prima ucciderlo. Senza l’esperienza diretta della caccia, sappiamo che si tratta di un animale, ma lo acquistiamo ben confezionato invece di trovarci di fronte alla creatura viva. Tutto ciò sarebbe molto più semplice, ma sono molto felice di conoscere l’intero processo e ciò mi fa apprezzare molto di più la carne.

Renate Fahrni - huntress walking in the snowy Swiss mountains with her dog

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DISTINTIVE DELLA CACCIA IN SVIZZERA?

In Svizzera posso praticare qualsiasi tipo di caccia. C’è una grande biodiversità, buone popolazioni di selvaggina e si possono cacciare quasi tutte le specie consentite dalla legge. E le montagne, le pianure e i laghi della Svizzera mi offrono l’intero spettro della natura. Le montagne rimangono il mio posto preferito.

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K22 Renate Fahrni DSC7704 - EL Range TA 10x42, Z8i 1,7-13,3x42 ID:1732754
What do you take with you on a mountain hunt?

• Ammunition
• Binoculars
• Hunting license and other papers
• Walking boots
• Food and drink
• Changes of clothing for all weather
• Rope
• Spotting scope
• Hunting hat
• Knife

“UN’ATTREZZATURA COMPATTA E LEGGERA È MOLTO IMPORTANTE PER ME. ALLO STESSO TEMPO, UNA BUONA OTTICA È FONDAMENTALE. PREFERISCO PORTARE DI PIÙ CON ME, PIUTTOSTO CHE RITROVARMI SENZA. SE NECESSARIO, POSSO PORTARMI DIETRO MENO ACQUA. NON È UN PROBLEMA.”

CHE RUOLO HA LA TRADIZIONE NELLA CACCIA IN SVIZZERA?

La tradizione è importante anche per me. Ad esempio, preferisco ancora indossare il tradizionale abbigliamento da caccia verde e marrone. Ci sono inoltre usanze, come la riverenza verso l’animale, che mi dispiace si stiano perdendo sempre di più. Senza dimenticare tradizioni come mettere un rametto sulla preda e sul proprio cappello in segno di rispetto e la celebrazione con altri cacciatori quando la selvaggina è abbattuta.

Gli altri cacciatori si congratulano, augurano “Waidmannsheil” (saluto tradizionale tra cacciatori in tedesco), si scattano foto e si svolge una vera e propria cerimonia. Questo aspetto sociale sta sempre più scomparendo. In passato, i cacciatori entravano nel villaggio con la selvaggina raccolta e la gente veniva a vedere gli animali. Era qualcosa di speciale. Oggi ciò accade raramente.

Sono orgogliosa di essere una cacciatrice e voglio poterlo dimostrare. Non voglio vantarmi, ma desidero poterlo sostenere apertamente. Quando indosso il mio berretto da caccia verde, tutti possono vedere che sono una cacciatrice. È una cosa di cui andare fieri e non dovremmo nasconderla, come fanno molte persone per evitare il confronto

snowy landscape Swiss Alps low light
Renate Fahrni, CLOSER Hunting 2023, huntress looking through the SWAROVSKI OPTIK EL Range TA 10x42 at low light
Renate Fahrni and her dogin the forest during a hunt - SWAROVSKI OPTIK CLOSER Magazine
mountains covered with snow Switzerland, Swiss Alps
Huntress walking in the snow with the SWAROVSKI OPTIK Z8i 1,7-13,3x42

COSA POSSONO FARE I CACCIATORI PER AIUTARE I NON CACCIATORI A COMPRENDERE LA LORO PASSIONE?

Personalmente, ho trasmesso la mia passione per la caccia a quasi tutti i miei amici che prima non avevano alcun interesse. Mi hanno sentito parlare con tanta convinzione della mia passione e del suo grande fascino e mi hanno chiesto se potevano venire con me.

Ovviamente, sono sempre stata d’accordo e alla fine della giornata hanno detto: “Ok, non è così che me la immaginavo. Mi hanno colpito molto tutti questi momenti commoventi ed emozionanti, la tua percezione della natura e anche come ti comporti in mezzo alla natura e verso gli animali.” Prima di allora, avevano immaginato tutto in modo completamente diverso.

Ma non si può portare tutti a caccia. Credo che l’attività di pubbliche relazioni sia quasi l’aspetto più importante. È necessario essere onesti e autentici. Uccidere un animale fa parte della caccia, ma ci sono anche tutti gli altri aspetti. Quando si va a caccia, non si deve evitare il confronto con le persone. È necessario comportarsi normalmente e chiarire con loro le varie questioni piuttosto che nascondersi. Credo che i cacciatori debbano iniziare a uscire all’aperto e presentare il loro caso.

Dobbiamo spiegare la caccia e difenderla. Poiché gli avversari sono tanti e sempre più numerosi, dobbiamo lavorare 20 volte di più per difendere questo mestiere.

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COME SI CONCILIANO LA CACCIA E

LA CONSERVAZIONE DELLA NATURA?


Trovo che vadano molto bene insieme. Abbattere un animale è solo una piccola percentuale del mio lavoro; faccio molto anche per la natura. Come ad esempio il tempo che lavoro come guardiacaccia e la mia attività per la salvaguardia dei cerbiatti. A proposito di questa iniziativa, respingo l’accusa comune che noi cacciatori vogliamo salvare i cerbiatti solo per poterli uccidere più tardi. Non lo faccio per sparare a un cervo una volta cresciuto. Lo faccio per evitare che l’animale soffra. In generale, credo che la comunità venatoria faccia molto per la conservazione della natura, anche in senso lato.

"UN CACCIATORE SI FA STRADA NELLA FORESTA E NELLA NATURA IN MODO MOLTO DIVERSO E CON UNA CONSAPEVOLEZZA MOLTO MAGGIORE RISPETTO AD ALTRI CHE NON HANNO LA SUA STESSA PROSPETTIVA.”
Renate Fahrni, Interview for the SWAROVSKI OPTIK CLOSER Hunting 2023

NOTE SULL’AUTORE

RENATE FAHRNI


Renate Fahrni è una cacciatrice svizzera dell’Oberland Bernese, in Svizzera. I suoi terreni di caccia sono le montagne della Simmental e le colline dell’Emmental.

Crede fermamente nella compatibilità tra caccia e sostenibilità, e tra tecnologia e tradizione. Il suo lavoro di volontaria per il salvataggio dei cerbiatti le sta particolarmente a cuore.

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!!!Fawn rescue Switzerland, people in field preparing for rescue © Rehkitzrettung Kanton BernFawn rescue in SwitzerlandOf hunters and fawns Tempo di lettura: 4 minuti