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UNA CACCIA CHE È UNA VERA SFIDA

PECORE SELVATICHE

Tempo di lettura: 8 minuti

Cosa spinge qualcuno a imbarcarsi in una pericolosa caccia alle pecore selvatiche in uno dei luoghi più sperduti del mondo? Lance Kronberger descrive la bellezza e le sfide della caccia in Alaska.

Avevo 23 anni quando partecipai come guida di caccia alla mia prima convention della “Foundation for North American Wild Sheep” e ne rimasi sbalordito.

Avevo appena finito il mio primo anno da guida per alci e cervi muli ed ero ansioso di capire cos’altro avesse da offrire l’industria della caccia. Per quanto si trattasse di una conferenza sulle pecore, erano presenti anche molti altri espositori e, ad essere sincero, facevo fatica a comprendere cosa ci fosse di speciale nella caccia a questi animali.

Sono passati 25 anni da allora e la caccia alle pecore di montagna mi ha fatto fare il giro del mondo, influenzando la mia carriera, la mia famiglia e il mio stile di vita.

Le pecore selvatiche abitano alcuni dei luoghi più remoti del pianeta. Devono sopravvivere alle rigide condizioni invernali e al contempo avere sensi acuti per eludere i numerosi predatori che le minacciano. La caccia alle pecore selvatiche è la Champions League della caccia nel mondo. Come mai? Forse per i luoghi remoti in cui vivono gli animali e per lo sforzo fisico richiesto per accedere alle montagne, o per l’aspetto imponente di un gregge di montoni. O forse è per l’impeto dei duelli testa a testa nelle battaglie per la gerarchia, o ancora per la mole e la lunghezza delle corna attorcigliate. La verità è che non c’è un’unica risposta.

Wild Sheep Alaska

Cacciare le pecore richiede abilità speciali per un cacciatore e abilità ancora maggiori per una guida. Questo tipo di caccia mette a dura prova sia il fisico, anche il più allenato, sia la mente. Ai pendii ripidi e ai terreni rocciosi non interessa chi sei o quanti soldi hai. Il meteo può essere imprevedibile e spietato e le pecore di montagna che inseguiamo sono dotate di un istinto naturale incredibile. La loro vista è simile a un binocolo 8x, possono rilevare un movimento da lontano, il loro naso fiuta qualsiasi cosa fuori dall’ordinario e sono sempre in allerta. I montoni corrono in gregge, il che rende l’avvicinamento ancora più difficile poiché gli occhi si moltiplicano. Se iniziano anche solo a percepire il pericolo, in un batter d’occhio risalgono per centinaia di metri verso la terra di nessuno, o cambiano zona per non essere mai più trovati. Quando si superano tutte queste sfide, il successo è ancora più apprezzato. Non succede a tutti, né succede tutti i giorni.

Da giovane, sapevo di voler essere una guida di caccia da Champions League e perciò, tra gli animali in cui dovevo specializzarmi, c’erano queste pecore. Così, ho imparato tutto ciò che potevo su di loro e su come cacciarle e ho partecipato a quante più spedizioni di caccia possibili. Avrei anche lavorato gratis pur di andare a caccia di pecore. Sono tornato alla North American Wild Sheep Convention e ho implorato gli allestitori di concedermi l’opportunità di fare loro da guida. Non mi importava cosa dovessi fare o dove dovessi andare. Volevo solo maturare quanta più esperienza possibile. Fu più o meno in quel periodo che mi resi conto di aver contratto una passione devastante, la “febbre delle pecore”.

In poco tempo, mi ritrovai a fare da guida per la caccia alle pecore in Idaho, Nevada, Arizona, Utah, Montana, Messico e Alaska. Il mio stile di caccia alle pecore non era per schizzinosi e fu subito evidente che le mie abilità erano particolarmente indicate per le aspre montagne dell’Alaska. Volevo andare dove vivevano i bighorn bianchi più grandi e cacciarli in alcuni dei terreni più impervi creati da Dio.

Wild Sheep- Nikki
Objective module 115+ATX Transparent
LANCE KRONBERGER

“L’ATX 115 è fantastico, una vera rivoluzione. In condizioni di scarsa luminosità, l’ATX 115 cattura tanta luce da rendere l’ingrandimento 70x estremamente nitido. Con l’ingrandimento 30x, il cannocchiale offre un campo visivo talmente ampio da permettervi di osservare a distanze da cui la visuale risulterebbe ben più compromessa con un binocolo.”

Nel 2003 ho fondato un’agenzia di guide in Alaska. L’anno dopo ho sposato mia moglie Nikki e ci siamo trasferiti in Alaska a tempo pieno. La nostra attività è specializzata nella caccia zaino in spalla ai bighorn bianchi in condizioni estreme.

I Monti Chugach sono l’habitat perfetto per il mio stile venatorio. L’intensa difficoltà di questo tipo di caccia ci permette di ritagliarci una nicchia nel settore altamente competitivo delle guide. I Monti costieri Chugach dell’Alaska possono essere molto impegnativi per quanto riguarda il meteo, la logistica e le ripercussioni sul fisico.

Tuttavia, è stata proprio questa sollecitazione mentale che giorno dopo giorno e caccia dopo caccia ha sfidato e affinato le mie capacità di guida, doti di cui fui chiamato a dare prova quando anche mia moglie decise di vivere in prima persona l’esperienza della caccia alle pecore. Aveva visto da vicino i legami che si instauravano tra le persone durante quelle spedizioni e le piaceva l’idea della sfida. Ma non aveva idea delle difficoltà fisiche e mentali che avrebbe dovuto affrontare.

Benvenuti sui Monti Chugach, aspri e ricoperti di ghiaccio e alberi di ontano. Una splendida catena montuosa costiera, abitata da alcuni dei più grandi bighorn bianchi del Nord America.

Tutto iniziò con un’ora di volo in una delle aree più remote e incontaminate dell’Alaska. Dopo che il ronzio del velivolo si acquietò in lontananza, fu tempo di dare il via alla missione. A un’intera giornata di cammino per raggiungere il territorio delle pecore, seguì un’altra giornata di arrampicate, in cui con pazienza e tenacia vincemmo i sensi acuti di questi animali per poi colpirne uno, al momento giusto, con un solo colpo. La gioia fu travolgente, ma l’avventura e il lavoro non erano certo finiti.

Un grizzly cercò di trasformarci in un veloce spuntino durante una sessione fotografica, e così ci affrettammo a tornare alla tenda alle prime luci dell’alba, il tutto con un montone morto sulle spalle. Dopo un sonno di otto ore, ci incamminammo per altri 20 chilometri in direzione della pista d’atterraggio, con al seguito una pecora, l’attrezzatura da campo e quella da caccia. Durante il tragitto non parlammo molto, impegnati entrambi a resistere al dolore. Una volta raggiunta la pista, mia moglie tolse gli stivali e si accorse di essersi lacerata la pelle di entrambi i talloni. Ora sì che aveva una storia da raccontare! Fu un’esperienza intensa, fatta di emozione per il raggiungimento di un obiettivo, ma anche di dolore fisico e di sollievo alla fine di tutto. E poi fu pervasa anche da un senso di soddisfazione per aver riportato a casa uno zaino pieno di carne di pecora!

I MONTI CHUGACHsono una catena montuosa lunga 500 chilometri che attraversa l’Alaska meridionale da est a ovest lungo il Golfo dell’Alaska.

La vegetazione si estende fino a circa 600 metri di altitudine con aree di foresta e tundra alpina in cui crescono soprattutto piante di cicuta, betulle, pecci di sitka e abeti bianchi.

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Da allora sono passati alcuni anni e adesso a mia moglie non resta che cacciare un’altra delle quattro pecore del Nordamerica per completare il suo Grande Slam, un traguardo raggiunto da meno di cento donne. Con tutte le storie che circolano in casa, al lavoro e con gli amici, non sorprende che mio figlio di 14 anni non veda l’ora di cacciare la sua prima pecora. Ha partecipato a due diverse spedizioni, entrambe rivelatesi infruttuose. La delusione di tornare a casa a mani vuote può demoralizzare, ma il cacciatore che comprende la difficoltà di una tale impresa ferve all’idea di raggiungere il suo obiettivo. È qui che compaiono i primi sintomi della febbre delle pecore.

115 Lance Kronberg

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Lance Kronberger


Nell’ambito della sua attività di successo nel mondo della caccia, Lance Kronberger condivide le sue conoscenze e il suo entusiasmo con i cacciatori mentre li guida in impegnative spedizioni in montagna.

www.freelanceoutdooradventures.com